I
benefici delle favorevoli previsioni di crescita della domanda turistica
non si distribuiscono equamente su tutte le destinazioni.
Nei 10 anni passati non tutti i Paesi europei sono stati al passo: Svizzera
ed Austria, ad esempio hanno addirittura subito una contrazione (il caso
croato è ovviamente particolare e da mettere in relazione ai conflitti
che hanno sconvolto la geografia dei balcani); la Germania ha registrato
incrementi molto modesti (+1,1% all'anno), un ritmo pari solo ad 1/3 di
quello medio europeo e ad 1/4 di quello mondiale.
I diversi ritmi di crescita hanno provocato diversi aggiustamenti nelle
quote di mercato. Austria e Svizzera perdono ciascuna circa 2 punti percentuali
di quote di mercato, la Germania quasi 1,5, l'Italia migliora di quasi
un punto percentuale.
Di maggiore portata sono le differenze di crescita e le variazioni di
quote di mercato su scala locale.
Figura 3 -variazioni medie annue 2000/1990 degli arrivi di turisti
esteri nei paesi europei (%)

(Fonte:
elaborazioni Hermes lab su dati WTO)
|